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  • Sostenibilità

Raffrescare con l’energia elettrica green

  • 7 Marzo 2023
  • 5 minuti di lettura

Freudenberg-NOK India sta costruendo un nuovo stabilimento nel nord dell’India. Nella pianificazione rivestono un ruolo centrale la sostenibilità e l’efficienza energetica. Lo stabilimento di Chennai fornisce una dimostrazione pratica.

Freudenberg Sealing Technologies (FST) ha riunito le tematiche di “sostenibilità” e “miglioramento continuo” a livello organizzativo nella Corporate Lead Function Lean/GROWTTH & Sustainability. Con l’idea di fondo “waste is waste” (N.d.T.: lo spreco è sprecato), qui si risparmiano e si ottimizzano risorse, tempo ed energia. Lea Harmening, Sustainability Coordinator, riassume il come e il perché: “Possiamo integrare aspetti della sostenibilità in qualsiasi tipo di miglioramento. Per farlo, stiamo collaborando con tutti gli stabilimenti per ridurre gradualmente le emissioni di CO2 e, in ultima analisi, per raggiungere l’obiettivo di neutralità carbonica che si è preposta FST”.

Lea Harmening è una dei cinque coordinatori “Sustainability” che si occupano di attività relative alla sostenibilità in tutta FST. Il team si occupa anche di nuovi stabilimenti, ancor prima che vengano posate le prime fondazioni. È questo il caso di Morinda, nel nord dell’India. Proprio qui, infatti, Freudenberg-NOK India (FNI), una joint venture con il partner giapponese NOK, ha intenzione di costruire un nuovo impianto di produzione. La sua entrata in funzione è prevista per la fine del 2024 e andrà a rimpiazzare le attività di Basma.

Fotovoltaico sul tetto

Nel progetto di costruzione, FNI può imparare da un buon esempio nel proprio paese. Solo pochi anni fa, l’azienda ha inaugurato un nuovo stabilimento a Chennai, il centro dell’industria automobilistica indiana, dove ha già definito nuovi standard in termini di sostenibilità. Lo stabilimento, ad esempio, genera energia elettrica verde in completa autonomia grazie ad un impianto fotovoltaico (FV) aziendale da 1.000 chilowatt. Nessun altro impianto del mondo Freudenberg è così produttivo ed è capace di coprire fino al 30% del fabbisogno di elettricità locale. Non c’è da meravigliarsi: a Chennai, il sole splende più di 3.300 ore l’anno.

Di conseguenza, anche le temperature esterne sono elevate in questo clima umido tropicale. Temperature superiori ai quaranta gradi Celsius non sono una rarità. Per rendere più tollerabili le condizioni di lavoro per i dipendenti, quindi, l’edificio di Chennai è stato completamente isolato e climatizzato. “Il raffrescamento è l’utenza principale dell’impianto fotovoltaico”, spiega Karl Ludwig Stein, coordinatore Sustainability. Anche in questo caso, lo stabilimento punta sull’efficienza con il recupero energetico: l’aria di scarico in uscita dall’edificio viene sfruttata per raffrescare a monte l’aria calda proveniente dall’esterno. Un altro fiore all’occhiello ecologico di Chennai è l’impianto di trattamento delle acque reflue che purifica tutte le acque di scarico per poi reimmetterle quasi completamente in rete.

FNI proseguirà la strada intrapresa a Chennai anche a Morinda, nel nord dell’India. Non lontano dall’Himalaya, le condizioni climatiche sono più favorevoli; le temperature scendono, almeno di notte, riducendo il fabbisogno complessivo di raffrescamento e di energia. Il nuovo stabilimento disporrà di un impianto fotovoltaico che coprirà tutta la superficie disponibile del tetto, di un cappotto termico esterno integrale e di un impianto di raffrescamento dei capannoni.

Lo stabilimento di Chennai utilizza un proprio impianto fotovoltaico (PV) da 1.000 chilowatt per generare elettricità verde in autonomia, coprendo fino al 30% del fabbisogno di energia elettrica locale.

Monitoraggio energetico per trasparenza e efficienza

Per i nuovi fabbricati di FST, il monitoraggio energetico completo è lo standard. È quello che accade anche a Morinda. In questo modo si crea trasparenza sotto molti punti di vista: da un lato, si può riconoscere immediatamente quando il consumo di energia elettrica, acqua o aria compressa è fuori controllo. A cosa è dovuto un carico di base troppo elevato durante il fine settimana o di notte? Come si possono evitare i picchi di carico? Il monitoraggio fornisce i dati per identificare le opportunità di ottimizzazione dei processi. In questo modo, si possono introdurre ottimizzazioni dei processi in funzione dell’efficienza energetica. Allo stesso tempo, questi dati consentiranno di fornire informazioni ai clienti, ad esempio sulle emissioni di CO2 di ciascun componente. “La richiesta di informazioni di questo tipo è aumentata rapidamente negli ultimi tempi, non solo da parte dell’industria automobilistica”, afferma Harmening.

Due aspetti tecnici riguardano il riscaldamento degli impianti di fosfatazione e la purificazione dell’aria di scarico per i rivestimenti di Morinda. “Grazie al loro elevato rendimento, risulta molto più efficiente generare calore elettricamente tramite una pompa di calore anziché utilizzando i combustibili fossili”, spiega Stefan Wernz, coordinatore Sustainability. Per le proprie abitazioni, ad esempio, sempre più proprietari puntano proprio su questo. In un processo industriale come la fostafazione, però, che ha bisogno di una temperatura elevata di novantacinque gradi Celsius, una semplice pompa di calore non basta. Per riscaldare i sistemi del nuovo stabilimento è prevista, per la prima volta in FST, l’installazione di pompe di calore ad alta temperatura. “In questo processo, per alimentare le pompe di calore sfruttiamo il calore dissipato proveniente dagli impianti di climatizzazione”, spiega Wernz.

Microrganismi per depurare l’aria di scarico

Un altro fattore altrettanto efficiente dal punto di vista energetico ed ecologico è la depurazione biologica dell’aria di scarico nei processi di rivestimento. In modo comprensibile anche per i meno esperti, Stein spiega come questo stia già funzionando presso gli stabilimenti FST di Kufstein e Reichelsheim e, presto, anche a Parets del Vallès: “L’aria di scarico viene pressoché insufflata in un cumulo di compost. I microrganismi contenuti nel compost svolgono un lavoro di purificazione e metabolizzano gli idrocarburi dei solventi trasformandoli in acqua e CO2. In questo modo, non occorre alcun mezzo di riscaldamento aggiuntivo, non è necessario bruciare gas per purificare l’aria di scarico”. In alternativa, non è ancora stato deciso in modo definitivo, a Morinda si potrebbe utilizzare uno scrubber a umido per abbattere i solventi e le altre sostanze inquinanti con l’acqua. Queste acque reflue verrebbero poi depurate nell’impianto aziendale di trattamento delle acque reflue, in modo biologico, ovviamente. Nel medio termine, FST intende chiudere definitivamente il capitolo della post-combustione termica rigenerativa (ossidatore termico rigenerativo RTO) dell’aria di scarico in tutti i suoi stabilimenti.

Per motivi di tempo e di situazione in loco, purtroppo a Morinda non è più possibile implementare un altro processo ecologico, ossia il geocooling. Contrariamente alla geotermia, questo metodo sfrutta l’energia geotermica, o meglio le fresche temperature del sottosuolo, non per riscaldare, bensì per raffrescare impianti e processi. FST si affida a questa nuova tecnologia anche nel suo stabilimento statunitense di Necedah, in Wisconsin.

“L’impressione che abbiamo avuto dalle nostre visite in loco è che, in India, la motivazione e l’impegno verso soluzioni sostenibili ed efficienti dal punto di vista energetico siano molto elevati”, riferiscono Stein e Wernz all’unisono. Lo conferma la loro collega Lea Harmening che, in un corso di formazione online, ha discusso il concetto di sostenibilità di Freudenberg con un’ampia cerchia di partecipanti indiani e analizzato i risparmi energetici potenziali. “I dipendenti in India partecipano in modo proattivo quando si tratta di gestire l’enorme task della neutralità carbonica”, afferma. A Weinheim, Lea Harmening si è anche già incontrata personalmente con Mallik Santosh Kumar, Head of Lean/ GROWTTH in India, creando un’ottima base lavorativa e di fiducia.

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